PAVLOPETRI - LA CITTA' SOMMERSA

La città di Pavlopetri (greco: Παυλοπέτρι), secondo gli studiosi, con i suoi 5000 anni di età è una delle città sommerse più antiche del pianeta. Si tratta di un sito archeologico unico nel suo genere:

le profondità del mare ospitano un intera cittadella di 2.2 ettari composta da edifici, strade, cortili e tombe.

 

La città di Pavlopetri fa parte del patrimonio culturale subacqueo, come definito dall'UNESCO.

Questa convenzione mira a prevenire la distruzione o la perdita di informazioni storico e culturale e saccheggi e aiuta gli Stati facentene parte a proteggerlo.

Si trova ad una profondità media di 4 metri, e si ritiene che sia la città sommersa più antica del Mediterraneo, L’agglomerato urbano risale al 3.000 avanti Cristo circa, e comprende strade, case a due piani con giardini, templi, un cimitero ed un avanzato sistema di gestione delle acque. Al centro della città si trovava una piazza con un’area di 40X20 metri, luogo di discussione cittadino, ed i palazzi erano maestosi, con al loro interno sino a 12 camere. La qualità progettuale di questa città ha stupito gli esperti urbanisti, che la ritengono superiore a molte di quelle moderne.

Nonostante Pavlopetri sia conosciuta ormai da mezzo secolo, fu soltanto nel 2009 che furono svolti studi approfonditi, e rivelarono che l’area, di circa 9 ettari, era abitata già nel 2800 aC, e che la città venne inghiottita dal mare durante il 1.000 aC a causa di un devastante terremoto.

Nonostante la devastazione del sisma, la disposizione della città è ancora chiaramente visibile, e sono stati identificati con certezza 15 edifici principali.