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Il teatro di Epidauro

Assaporare il culto di Apollo,

« A Epidauro, nella quiete, nella grande pace che scese su di me, udii batter il cuore del mondo. »

 

Il Teatro di Epidauro, situato nella Mitica Regione del Peloponneso, sorge in un’area dal contesto naturale unico caratterizzata da clima mite ed abbondanti sorgenti naturali. Il paesaggio sembra essersi fermato a 2400 anni fa, all’epoca della costruzione del teatro. L’aria salubre che si respira indusse i Greci a stabilire qui un rinomatissimo luogo di cura consacrato ad Asceplio o Esculapio, figlio di Apollo e della ninfa Coronide, capace di guarire ogni male grazie ai segreti delle erbe selvatiche, curava soprattutto depressione grazie alla recitazione. Il teatro è uno dei grandi esempi di architettura greca, risalente al 340 a.C, incastonato in una collina, è un esempio di acustica perfetta, una fantastica amplificazione naturale permette ancora oggi di sentire perfettamente in ogni punto delle scalinate, suoni provenienti dal centro. Il teatro di Epidauro è molto famoso per quanto riguarda la sua costruzione in fatto di acustica. Una persona, posizionata al centro dell’orchestra, che parla con un tono di voce normale, può essere udita fino all’ultimo gradino del teatro. Non ci credete? Provate a lanciare una monetina, il tintinnio che sentirete dall’alto vi lascerà senza parole.

La straordinarietà sta anche nelle proporzioni che appartengono alla “proporzione divina” sequenza fibonacci.

 

Nel 1960 Maria Callas avrebbe cantato per la prima volta la Norma in Argolide, ad Epidauro. Chiunque in Europa ne avesse la possibilità «aveva giurato da mesi di non perdersela, questa occasione di assistere a uno dei più grandi sortilegi del mondo moderno: in un remoto angolo della Grecia piena di sassi, una notte di luna appare una maga, e in una cerimonia di stregoneria rotocalchesca commuove i popoli». Una volta arrivati lì, se ne approfitterà per veder recitare Eschilo ed Euripide in greco, visitare il Partenone e Olimpia, navigare verso le bianche isole delle Cicladi e infine approdare ad una Turchia che senza darlo a vedere, quasi senza pathos, farà vacillare ogni convinzione.

 

Una grande Callas nel teatro di Epidauro

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