“Dove Odisseo smarrì la via di casa. Angeli, naufragi e favolose tempeste a Capo Malea”

Il capo Malea segna l’ingresso di Odisseo nel mondo della fiaba: d’un tratto, l’eroe perde la strada per Itaca, e il suo viaggio assume i contorni errabondi e fantastici di una peripezia fra maghe seduttrici, mostri sanguinari e luoghi incantati, fino al più straordinario degli approdi: il regno dei morti. Niente di strano, quindi, se a partire dall’Odissea

il capo Malea si carica di forti suggestioni non solo letterarie, che vale la pena di ripercorrere. Prima di tutto, però, è bene ricordare brevemente la posizione e le caratteristiche geografiche del Malea.

 «Il Peloponneso assomiglia per la sua forma a una foglia diplatano»

e di questa foglia il capo Malea è l’estrema punta sud-orientale.

La costa sud-orientale del Peloponneso è rocciosa escoscesa, ancor oggi è un luogo selvaggio e straordina-riamente suggestivo.

In greco Ακρωτήριον Μαλέας Akrotirion Maleas, colloquialmente Καβομαλιάς Cavomalias, anticamente noto come Capo Sant'Angelo, è la più orientale delle tre penisole della costa meridionale del Peloponneso, vicina all'isola di Citera. Il promontorio dove si trova il capo è detto Piccolo Monte Santo a causa del difficile accesso e per la presenza di due monasteri, il meraviglioso Agia Irini e uno Agios Yorghos,

Entrambe regalano panorami incredibili per gli occhi mentre il vento racconta la storia,

raggiungibili con una strada di terra battuta lunga circa 20km che parte da Neapoli.

 

Una bellissima escursione zaino in spalla.