Il mio incontro con Poseidone

Era un giorno di agosto, caldo, ma ventilato, io Micky e la piccola Chloe eravamo a passeggiar sulla spiaggia di Simos, facendo finta di esser dei pirati appena sbarcati dal nostro enorme veliero, dovevamo scavare per trovare il nostro tesoro: "ciuuuuurmaaaaaa, questo silenzio cos'è? Notizie di Peter Pan? Veri pirati noi siam, contro il sistema lottiam, ci esercitiamo a scuola a far la faccia dura per fare più paura, ma cosa c'è di male? 

Ma cosa c'è di strano? Facciamo un gran casino, Ma in fondo lavoriamo per capitan uncino..."

La piccola Chloe cantava con me ed il nonno faceva finta di farla cadere dalle sue spalle, tra una canzone ed una risata scattavo foto ricordo.

 

Quando la sera andai a riveder gli scatti ne notai uno che catturò immediatamente la mia attenzione, la mia fantasia, vidi un volto emergere dalle acque cristalline, proprio li alla fine del confine tra la spada del pirata Chloe e la costa.

Il giorno dopo tornai ad osservar quel faccione che orientato verso il cielo esprimeva tutta la sua serenità.

-Lo vedete?- chiesi a tutti -o lo vedo solo io? Il naso, la bocca, la fronte, i capelli. Dai guardate- indicavo con il dito il profilo di un uomo. Si perché era sicuramente un uomo.

Qualcuno annuiva, a qualcuno poco fregava, ma io dovevo andare a fondo, curiosa di natura dovevo sapere.

Il giorno seguente andai per pescatori, volevo il più anziano, il più saccente, il più saggio.

Tra reti da pesca ed una piccola barca arrivai dove volevo. 

Kalimera- un uomo barbuto grigio, volto di rughe scavate dal sole, burbero, dalle mani grandi ed il sorriso sdentato accennò un saluto tornando al suo paziente sbrigliar nodi da pesca.

Un secchio giallo alla sua sinistra, un polipo alla sua destra.

Mi piacerebbe sapere di un volto che esce dalle acque sul promontorio della spiaggia di Simos.

Vieni con me, sali. accese la sua barchetta rumorosa, si accese una sigaretta, tra l'odore di nafta, mare e fumo, la salsedine nei capelli, il vento.

Si cara, andiamo da lui.

Quello è il volto di Poseidone.

Poseidone (in greco antico: Ποσειδῶν, Poseidôn), è il dio del mare, dei terremoti e dei maremoti.

Figlio di Crono e fratello di Zeus, Ade, Era, Estia e Demetra, Poseidone è uno dei dodici dèi dell'Olimpo.

La sua consorte è la Nereide Anfitrite e da lei ha avuto quattro figli: Tritone, un essere mezzo uomo e mezzo pesce, Roda, ninfa marina protettrice dell'isola di Rodi (chiamata così in suo onore) e sposa di Elio, Cimopolea, dea minore delle tempeste marine molto violente, e Bentesicima, dea minore delle onde.

Il simbolo del dio era il tridente e gli animali a lui sacri erano il cavallo (creato da lui dalle onde del mare), il toro e il delfino.

Nell'antichità si diceva che Poseidone potesse con il suo tridente rovesciare intere isole.

I marinai rivolgevano preghiere a Poseidone perché concedesse loro un viaggio sicuro. Quando mostrava il lato benigno della sua natura creava nuove isole come approdo per i naviganti e offriva un mare calmo e senza tempeste. Quando invece veniva offeso e si sentiva ignorato allora colpiva la terra con il suo tridente provocando mari tempestosi e terremoti, annegando chi    si trovasse in navigazione e affondando le imbarcazioni.

Leggenda racconta che Poseidone creò l'isola di Elafonissos per riposarsi, infatti quello che vedi è il suo volto affiorare dalle acqua cristalline.

Il suo regno si estendeva in tutte le isole ed alle spiagge, ma il dio abitava le profondità del mare di Elafonissos , laggiù sorgeva il suo palazzo, i cui muri erano di madreperla, con decorazioni di corallo e di gemme. A volte il dio emergeva dalle acque per passeggiare sulla superficie ritto in piedi con in mano il tridente, stava sopra un carro tirato da quattro cavalli bianchi che avevano zoccoli di bronzo, seguito da tutta la sua numerosa corte: Tritoni, Nereidi, Sirene.

Come il mare, di cui era il signore, anche Poseidone era di umore inconstante; se a volte sorrideva altre volte si irritava e diventava violento. Queste erano la causa dei maremoti, delle onde alte, del mare in tempesta ma nei suoi giorni sereni le acque erano calme e le giornate miti.

quello che succede nella mia mente... e nella vostra?

io estasiata continuavo ad ascoltare:

-sul fondale si trova la pianta di nome Posidonia Oceanica , provvista di radici, fusto, foglie, fiori e frutti e quindi non un’alga, come tanti erroneamente pensano. Fiorisce in autunno e in primavera produce frutti galleggianti volgarmente chiamati “olive di mare”. La Posidonia Oceanica non è una pianta “qualsiasi”, le sue praterie rivestono un’enorme importanza per la vita del mare e il suo litorale, tanto da essere strettamente protetta da norme internazionali e nazionali. Posidonia oceanica, una pianta che solo nel Mediterraneo abbiamo l’onore di poter ammirare, tanto fondamentale quando è in vita, quanto lo è quando è morta.

Un continuo cerchio della Vita che può essere emblematicamente rappresentato dalle nostre care e sferiche egagropile.

Una favola narra di Poseidone che chiese a sua figlia Posidonia, la più bella e generosa creatura di tutti gli oceani, di sacrificarsi per il bene di tutto il “Mare”.

Posidonia figlia ubbidiente e giudiziosa accettò, sciolse i suoi lunghi verdi capelli e li distese lungo tutte le coste, circondò le isole e creò una barriera di protezione davanti agli arenili. Da quel momento in poi conchiglie, sardine, totani, astici ed altre piccole creature marine trovarono un confortevole nido dove riprodursi, un luogo appartato e sicuro dove allevare e far crescere i propri nascituri.

I capelli della figlia di Poseidone si trasformarono in una pianta marina: la “Posidonia oceanica”. Tutti i pesci e i loro amici vissero felici e contenti, protetti dalla folta capigliatura di questa pianta marina. Per quello che aveva fatto Posidonia ricevette in regalo dal padre l’immortalità e continuò a vivere nel Mediterraneo fino ai giorni nostri.

Le enormi distese dei suoi capelli formano ancora oggi una barriera subacquea che protegge le coste e porge riparo alle varie specie di pesci, molluschi, spugne, crostacei. Sono un buon riparo per ospitare giovani pesci ed un ottimo dispenser di cibo per l’ecosistema marino, un ambiente quindi, di grande valore per la salute generale degli organismi marini.

 

Il nome della Posidonia oceanica è un omaggio a Poseidone, Dio del mare la presenza di resti di Posidonia sulla spiaggia è indice di alta qualità ambientale, si dice che il dio giocava a biglie quando trovava matasse sulla spiaggia di Simos.

Vengono chiamate Egagropili, o più comunemente palle di mare. Tale termine deriva dal greco aigagros, cioè capra selvatica e pilos, peli ammassati.

Così il moto ondoso dopo aver scolpito le sfere, le coinvolge in una sorta di moto che, tra fluttuazioni perpetue e apparentemente casuali, provocano la dispersione e il rilascio in spiaggia quasi a scopo ornamentale di queste biglie di posidonia.

L’importanza dei boschi sommersi è tale che l’uomo dovrebbe averne cura più ancora del giardino di casa propria.

Dal mare viene la vita al mare dobbiamo la vita.

Quante cose che imparai quel giorno, 

 

Quindi tornai a casa, con una nuova storia da raccontare. Il mio incontro con Poseidone il re del mare ed il suo volto che protegge la costa di nome Frago dell'isola di Elafonissos,  sua figlia Posidonia che regalò al mare suoi lunghi capelli verdi.

I resti che si trovano sulla spiaggia che sono fondamentali per tutto l'ecosistema.

Dai pescatori c'è solo da imparare.

Io dal mare.

 

Fra

 

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