La favola di Pavlopetri: Anna, la stilista dell'età del bronzo

C'era una volta tanto tempo fa una ragazza di nome Anna, una delle sarte più brave dell'epoca del bronzo, viveva a Pavlopetri, uno dei porti più famosi del tempo, punto d'incontro tra il mondo continentale e marittimo del nostro Mediterraneo, lavorava in un meraviglioso palazzo presso un laboratorio tessile ed ogni giorno fabbricava le migliori stoffe dell'intera regione.

I tessuti che producevano a Pavlopetri, venivano trasportati con grandi navi e vendute dai mercanti ai migliori porti del mar Egeo, di Creta, delle isole Cicladi e nei porti più importanti del Mediterraneo…  

Anna, la nostra protagonista, produceva dei tessuti per realizzare delle gonne, conosceva molti modelli sartoriali e perciò la invitavano in altre grandi città a far dimostrazione della sua tecnica, coglieva lo zafferano per dipingere I fili di lino che aveva filato. E sul suo telaio verticale produceva delle stoffe uniche. Lavoro difficile! Faticoso, ma creativo.

Il suo miglior disegno venne ispirato dal bianco giglio di mare che cresce nelle dune intorno alla città ed in tutta la penisola.

Era la miglior sarta di Pavlopetri, conosciuta come la stilista dalle gonne originali e famose in tutto l’Egeo.

Racconta:

"Non dimenticherò mai quella volta che partimmo con Tiletiko, mio cugino il miglior capitano di Pavlopetri per l’isola di Kea, un’isola delle cicladi nel grande arcipelago dell’Egeo per una dimostrazione della mia manualità alle giovani ragazze dell’isola… I miei sentimenti erano contrastanti, paura per l’ignoto, perché era la prima volta che lasciavo la mia città, ma anche di gioia, perché avrei conosciuto posti nuovi, gente diversa con le quali avrei condiviso la mia arte.  Tutti gli abitanti di Pavlopetri ci augurarono buon viaggio. 

Il vento di poppa ci permise di salpare in un mare calmo, ma appena girammo il promontorio di Capo Malea, senza un motivo preciso, Poseidone ci mandò una delle sue tempeste, io giravo su me stessa inerme, fino a quando mi ritrovai in un luogo apparentemente sconosciuto...

Aprii gli occhi e mi resi conto di esser circondata da dune, cedri e gigli di mare, identici ai nostri.

Seguii il sentiero che si aprì davanti a me fino a quando mi ritrovai in una spiaggia con una sottilissima lingua di sabbia bianca ed un bellissimo mare color ceruleo, alzai lo sguardo e vidi qualcosa di familiare, ciò che nelle mappature antiche dimostrava aver la forma di una mascella d’asino, Elafonissos, solo che  non si mostrava più promontorio, ma isola.

Tra la spiaggia e quella nuova costa, c'era uno stretto che giocava con le onde, mi rituffai in acqua per riprendermi, ma nel fondale non profondo, trovai all'improvviso davanti ai miei occhi, le fondamenta ed i resti della mia città.

La mia grande Pavlopetri a causa del primo di tre terremoti che la regione subì, non riemerse più.

Non potevo, né volevo crederci, ma i segnali erano evidenti. Le strade, il Palazzo, le tombe non erano altro che macerie sommerse.

La dea Potnia, mi stava avvertendo e mi indicava l’isola di Elafonisos come l’unico rifugio sicuro per la mia salvezza. "

Che fine avrà fatto Anna?

Mappatura

La città di Pavlopetri fu scoperta nel 1967 da Nicholas Flemming e fu mappata nel 1968 da un gruppo di archeologi provenienti da Cambridge.

Si conservano almeno 15 edifici sommersi ad una profondità media di 3-4 metri. Le più recenti scoperte del 2009 da sole coprono circa 9000 m2, comprende strade, case a due piani con giardini, templi, un cimitero ed un avanzato sistema di gestione delle acque, con canali di scolo e tubi dell’acqua. Al centro della città si trovava una piazza con un’area di 40X20 metri, luogo di discussione cittadino, ed i palazzi erano maestosi, con al loro interno sino a 12 camere. La qualità progettuale di questa città ha stupito gli esperti urbanisti, che la ritengono superiore a molte di quelle moderne.

Sono state anche effettuate alcune campagne di scavo in collaborazione con il governo greco, Uno dei risultati è stata la dimostrazione che la città era un importante centro dell'industria tessile, grazie al rinvenimento di molti pesi da telaio. Sono anche stati rinvenuti molti grandi vasi (pithari, grandi giare da olio) provenienti da Creta, indicando una notevole rilevanza della città come porto commerciale.

La città di Pavlopetri fa parte del patrimonio culturale subacqueo come definito dall'UNESCO

.Quando andrai a fare il bagno nella spiaggia di Pounta, immagina mentre stai nuotando nelle sue acque azzurre che tempo fa esisteva una città, con il più grande porto del Mediterraneo e con la stilista più famosa dell'epoca. Pavlopetri, dove oggi troverai suoi resti, avrai la sensazione di incontrare una delle sue abitanti e rivivere la sua storia. Immagina.

Testo La Fra

un ringraziamento speciale all'amico Ioannis Megris